martedì 11 aprile 2017

Quiche zucca, bacon e formaggio

Eccomi con il terzo e ultimo post per il Recipe-tionist. Devo ammettere che non ero così produttiva da parecchio :)

La mia ultima scelta è caduta, casualmente, su una quiche che Cristiana aveva preparato proprio in onore di Elisa Baker ;), in occasione della sua vittoria all'MTC.

Cristiana avrebbe voluto usare un blue cheese ma ha "ripiegato" su un gorgonzola, io ho usato un "Blauschimmelkäse" crucco :), ovvero un erborinato tedesco. Ho dovuto rinunciare a malincuore alle noci, causa intolleranza, ma la quiche era una vera e propria esplosione di sapori. Il bacon caramellato al cardamomo una vera e propria droga :)

Con questa vi saluto e vado a chiudere la valigia. Grazie Cristiana per avermi fatto tornare la voglia di pubblicare e per i tuoi post così autentici e le tue proposte davvero di alto livello (io ho copiato le più semplici, ma mica son brava come te!).
Per uno stampo quadrato da 24 x 24 cm e uno stampino rotondo da 10 cm 

Qui l'originale.


Per la pasta brisé:


250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso. 
Una volta trascorso il tempo del riposo prendete la pasta, stendetela in una tortiera imburrata e procedete con la cottura in bianco.

Per il bacon caramellato:

4 fette di bacon 
zucchero di canna q.b.
1/2 cucchiaino di cardamomo pestato al mortaio

Accendete il forno a 180° ventilato. Spolverizzate le fette di bacon con il cardamomo e lo zucchero di canna. Cuocete per 20-25 minuti. Tamponate con della carta assorbente e lasciate asciugare.

Per il ripieno:

150 g di zucca
60 g di gorgonzola
150 ml di panna liquida
1 uovo
2 fette di bacon caramellato
sale
olio extra vergine di oliva
pepe

Accendete il forno a 240°. Fate cuocere la zucca tagliata a pezzettoni e condita con un filo d'olio, il sale e il pepe. Io a questo punto ho schiacciato la zucca. 
Riempite la base della tortiera con la zucca e il formaggio. A parte lavorate con una forchetta la panna con l'uovo e versate nella tortiera. Fate cuocere a 180° per circa 20 minuti.
Al momento di servire infilzate dei pezzetti di bacon sulla superficie della torta.





E con questo post chiudo la mia partecipazione al Recipe-tionist di marzo/aprile



lunedì 10 aprile 2017

Ciambelline al vino di Cristiana

Preparavo l'impasto e pensavo "però, una ricetta vegana ancora prima che questa diventasse una moda". Trattandosi di una ricetta della tradizione, immagino che alla base ci fosse la necessità economica di fare a meno di certi ingredienti, ma oramai nella mia testa l'associazione mentale era scattata. Pensare di portare questi biscotti in ufficio e immaginare lei che mi dice "perché hai fatto dei biscotti vegani?" è stato un tutt'uno. Lei è stata la mia collega per quasi tre anni, approdata da qualche mese in più felici uffici. Lei e io ci siamo scornate (e mica poco!), ma lei è stata anche una spalla su cui piangere. Una persona ironica, divertente e con un amore smisurato per il cibo Mi ha insegnato più di quanto vorrei ammettere ma ho sempre saputo di essere stata fortunata a fare squadra con lei. Lei oggi compie 30 anni e mi ritrovo casualmente a scrivere di lei, seppur con una ricetta che non approverebbe. Il Porto sì, però :)
Auguri Vittoria!


Mentre mi affannavo a scrivere questo post in pausa pranzo, le parole hanno preso il sopravvento.
Avevo anticipato che ho preparato 3 ricette di Cristiana e questa è la seconda. Qui l'originale.

Si tratta di biscotti semplicissimi, che sanno di casa. E nella mia casa crucca si è respirata a lungo un'aria portoghese. Qualunque vino andrà benissimo, ma migliore sarà, più buoni saranno i biscotti. Grazie Cristiana: dal forno usciva un profumo che faceva stare bene.

Per circa 50 biscotti:

1 bicchiere di zucchero semolato
1 bicchiere di vino (per me il Porto)
1 bicchiere di olio di semi di girasole o di olio di oliva molto leggero
4 bicchieri circa di farina
1 cucchiaino di bicarbonato

Altro zucchero semolato per la finitura


Mescolare zucchero, vino, olio e bicarbonato. Aggiungere gradualmente la farina fino ad ottenere un impasto morbido ma malleabile (potrebbe servirne di più o di meno, ma i primi 3 bicchieri possono essere aggiunti insieme) e formare delle ciambelline. Passarle nello zucchero e disporle sulla teglia ricoperta di carta da forno.
Cuocere in forno preriscaldato a 170° per 30 minuti circa, dovranno diventare dorate.





Con questa ricetta rubata a Cristiana partecipo al Recipe-tionist di Marzo/Aprile organizzato da Flavia 


martedì 4 aprile 2017

Brioche di Cristiana. O di Fede?

Di chiunque sia, questa brioche è una bomba, letteralmente! Mi ha fatto a pezzi l'impastatrice: ho ritrovato un pezzo di plastica che veniva allegramente impastato. A quanto pare quel pezzo non era fondamentale :) Poi questa brioche si illumina di luce proprio: dopo 20 minuti a 180°, temperatura a cui ho cotto i lievitati fino all'altro ieri, appariva così, bella abbronzata. Infine, è generosa: dalla dose con cui Cristiana fa una brioche, io ne ho ricavate due. Ottimo, ho portato la merenda al corso di... cucito! Ebbene sì, il mio essere anziana inside non conosce fine e da qualche mese mi sono data alle gioie della macchina da cucire. Ogni giorno che passa mi convinco di più che la creatività e la manualità ci salveranno :) Per salvare me non basterebbe un miracolo, ma qualche progresso inizio a vederlo!

Ok, il prologo è durato abbastanza, ma le parole prendono sempre il sopravvento. Veniamo alla doppia maternità di questa fantastica brioche: l'idea arriva dal blog di Cristiana (beufalamode), che utilizza l'impasto di Fede (qui).

Cristiana è la recipe-tionist del bimestre :D marzo-aprile ed io ho attinto a piene mani dal suo blog. Vedremo quanti post riuscirò però a scrivere. 
Spulciando il suo blog, ho ricordato che era stata recipe-tionist anche lo scorso anno, di questo periodo se non erro, e mi pare sia trascorso un secolo. Ora come allora, però, da Cristiana c'è l'imbarazzo della scelta :)  Io ho copiato tre, dicasi TRE, ricette da lei, ma andiamo con ordine e iniziamo... dalla colazione!


Ripeto che con la sua dose mi sono uscite due brioche (uno stampo da plum cake da 30 cm e uno da 24 cm), stendendo la pasta a circa 5 mm di spessore. Il risultato è stato ottimo, una vera e propria nuvola! Ho usato la farina che qui uso per i lievitati, con una percentuale un po' più alta di proteine. Inorridite puristi, qui sulla farina non si va molto per il sottile!

Qui l'originale, con un'introduzione tutta da leggere :D (sul "i compiti non glieli faccio fare, ma la colazione sì" sono morta :D )


INGREDIENTI:


120 ml di latte a temperatura ambiente
5 g di lievito di birra secco
500 g di farina 
3 uova grandi
50 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di brandy
40 g di burro morbido, a pezzi piccoli



Per il ripieno (ho ripulito il frigo!):

marmellata di rabarbaro, fatta da me
marmellata di cachi e vaniglia, idem
marmellata di pere e pimento, come sopra

Per la finitura:

1 tuorlo
2 cucchiai di latte
granella di zucchero


Setacciare la farina nella ciotola dell'impastatrice e mescolarvi il lievito. Aggiungere uova, zucchero, brandy e latte. Mescolare con il gancio a foglia fino a quando l'impasto non si staccherà dalle pareti, circa 5 minuti. Sostituire il gancio e montare quello a uncino, quindi unire il burro poco per volta a velocità bassa, poi alzare la velocità e impastare fino ad ottenere un composto sodo.
Coprire la ciotola e far lievitare fino al raddoppio
Stendere l'impasto (io mezzo cm) e ricavare dei dischi di 8/10 cm di diametro, versarvi un cucchiaio di confettura al centro e chiuderli a mo' di raviolo. Disporre i "ravioli" vicini all'interno di uno stampo ricoperto di carta forno, coprire con pellicola e far lievitare fino a quando arriveranno al bordo dello stampo.
Portare il forno a 180°, spennellare la brioche con il tuorlo sbattuto con il latte e cospargere di granella di zucchero. Cuocere per circa 25/30 minuti, in base alla potenza del forno... e della brioche!





Se non si fosse capito, con questo post partecipo al Recipe-tionist. Grazie Flavia per tenere viva questa tua splendida iniziativa!



sabato 25 marzo 2017

Terrina terra terra per MTC

Sul filo del rasoio più del solito e mai come questa volta tentata di non partecipare. Ammetto di aver riflettuto se lasciare l'MTC, poi mi sono obbligata a preparare questa terrina e stamattina ho avuto la tentazione di buttarla senza passare dal via. Sono giorni così, non posso dire sia un brutto momento, i problemi e i brutti momenti sono altri. Solo che mi appare tutto un po' insensato, fine a se stesso. E alla fine ho pensato che quando niente vale la pena, allora tutto vale la pena. Più prosaicamente detto: a qualcosa devi attaccarti. E io mi attacco alla terrina. Una terrina terra terra, come me.


Giuliana qui ci ha aperto le porte di un mondo vintage, nella migliore accezione del termine. Confesso che la mia prima scelta era stata la terrina da non sfornare, ma non ho trovato una terrina in tutta la città. Appeno torno in Italia guardo tra le caccavelle della mamma, che comunque non ha mai preparato una terrina o qualcosa di simile. Io l'ho preparata quindi pensando a come sarebbe potuta essere una terrina di casa mia, preparata per un pranzo di domenica in famiglia. E ho annaffiato tutto con della birra qua e là, perché le mie domeniche (e non solo) io le trascorro invece nella ridente Cermania :)
Per meri motivi di tempo, ho dovuto rinunciare alla gelatina.

Volo alla ricetta: al momento non ho un pc e mi sono piazzata a casa di una collega per venire a scrivere il post :)

Con questo post partecipo all'MTC di marzo 2017 

Per uno stampo da 10 x 22 cm:

Pate a foncer dal libro "Torte salate"

375 g farina
100 g burro a cubetti
90 g strutto a cubetti
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaino e mezzo di zucchero
1 uovo grande
60 m di acqua ghiacciata

Setacciare la farina sul piano di lavoro. Al centro unire burro, strutto, sale, zucchero e l'uovo sbattuto. Amalgamare con una forchetta, aggiungendo gradualmente l'acqua. Alla fine, raccogliere l'impasto a palla con le mani, senza lavorare troppo l'impasto. Coprire con la pellicola e lasciare in frigo almeno mezz'ora.

Per il ripieno:

Schwarzwälderschiken (prosciutto crudo affumicato) a fette
4 cosce di pollo disossate
2 wurst (salsiccia di maiale tedesca, da non confondere con i wurstel), tolti dal budello e schiacciati
75 g di panna acida
1 uovo
prezzemolo
sale e pepe
3 bacche di ginepro
birra q.b.
2 uova sode

Disossare le cosce di pollo, tagliarle a pezzi e versarle in un sacchetto per surgelati insieme a sale, pepe, bacche di ginepro e birra. Lasciar marinare in frigo una notte.
Riprendere il pollo, scolarlo e tamponarlo con uno scottex. Tritarlo grossolanamente a coltello, mischiarlo in una ciotola insieme al resto degli ingredienti e amalgamare bene con le mani.

Riprendere la pasta dal frigo, dividerla in due panetti, uno più grande dell'altro. Stendere il più grande, foderarvi lo stampo e adagiarvi all'interno le fettine di Schwarzwälderschiken. Versarvi metà del composto di carni, livellarlo con un cucchiaio, adagiarvi le uova soda e coprire con resto del composto.
Stendere l'altro panetto di sfoglia sul quale praticare dei fori e ricoprire la terrina. Con l'impasto rimanente ritagliare delle decorazioni (migliori delle mie).

Infornare a 180°C per circa 30 minuti, poi a 160°C per altri 50 minuti. Far raffreddare e riposare (io una notte o non pubblicavo più).

Per la gelatina di birra:

100 ml di birra Pils
40 g di zucchero gelificante 3:1

Versare in un pentolino gli ingredienti, mescolare con una frusta e portare a bollore a fiamma media. Far bollire 4 minuti, mescolando spesso.

Per il chutney di mele, cipolle e birra

1 mela grande
2 cipolle rosse medie
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
150 ml di birra Pils
1 cucchiaio di dark brown sugar
1 cucchiaio di sale
pepe di mulinello

Affettare la cipolla e tagliare la mela a tocchetti. Scaldare l'olio in una pentola e unirvi mela e cipolla e far cuocere a fiamma vivace per 5 minuti. Unire il resto degli ingredienti, mescolare e dopo cinque minuti abbassare la fiamma, coprire e cuocere 20 minuti. Scoprire, far asciugare il composto se troppo liquido e regolare eventualmente di sapore.













venerdì 3 febbraio 2017

Zuppa di miglio e zucca per il Recipe-tionist


C'è un tempo per ogni cosa. E a me ci sono voluti oltre 3 anni per provare una ricetta che mi ero precipitata a commentare, direi. Il primo commento di quella zuppa era il mio. In effetti da allora ho continuato a fissare il miglio per un bel po', per poi decidermi a comprarlo e, puntualmente, ad abbandonarlo in dispensa. Cara Patty, non è un triste destino quello del miglio? :D L'ho recuperato un mesetto fa e l'ho testato in una ricetta che però mi ha deluso: alla fine avevo una poltiglia davvero poco invitante, ancorché buona di sapore. 
Poi la Patty vince il Recipe-tionist di Flavia, appuntamento al quale sono molto affezionata, ed io, spulciando il suo blog, trovo, anzi ri-trovo, questa ricetta. E do un'altra occasione al miglio, che si è aggiudicato una posizione avanzata in dispensa: non più nascosto in fondo, ma in prima fila. Pratico da cuocere, saporito e non anonimo. Basta non fare un mappazzone :D

Grazie Patty, da parte del miglio e mia :) Ho copiato spudoratamente e ho fatto bene :) Mi sono limitata solo a schiacciare la zucca, perché in pezzi mi dà fastidio (non so perché, io amo i pezzettoni, ma forse la zucca è troppo viscosa/viscida al mio palato)

Ci vediamo presto Patty, il tuo blog  (qui) è una vera miniera :)








INGREDIENTI per 4 persone:

300 g di miglio decorticato
400 g di zucca mondata
1 cipolla piccola
1 cucchiaio di rosmarino secco
qualche foglia di salvia
mezzo bicchiere di birra
sale, pepe & olio extra vergine



Sciacquate accuratamente il miglio sotto acqua corrente.
Affettate finemente la cipolla e fatela passire in 4 cucchiai d'olio extravergine insieme al rametto di rosmarino ed alla salvia, facendo attenzione che gli aromi non brucino.
Tagliate a dadini la zucca e quando la cipolla è trasparente, aggiungete la zucca ed un mestolino di acqua bollente e mescolate facendo cuocere a fiamma media per 10 minuti o fino a quando è tenerissima e schiacciatela con una paletta schiacciapatate.
Aggiungete il miglio alla zucca e fatelo brillare per 2 minuti, mescolando continuamente quindi quando il liquido di vegetazione sarà asciugato, bagnate con la birra ed alzate la fiamma per far evaporare la parte alcolica. Una volta evaporata, aggiungete acqua calda a coprire il miglio, salate e continuate la cottura abbassando al minimo la fiamma, e proseguite per circa 20 minuti. Mescolate ogni tanto ed aggiungete acqua se necessario.
Il miglio non dovrà spappolarsi completamente.
Servite con ottimo olio extravergineed una bella macinata di pepe nero. 





Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di gennaio/febbraio 2017





mercoledì 25 gennaio 2017

Macarons per l'MTC

Questo blog inizia l'anno cimentandosi con una preparazione che ho sempre guardato da lontano: i macarons. Alta pasticceria. Troppo alta per me, ecco perché li ho sempre osservati da lontano. L'intolleranza alla frutta secca che mi accompagna da qualche anno, poi, ha completato il quadro: perfetto, ho la scusa per non farli e avere la coscienza a posto.
Ma si può iniziare l'anno tirandosi indietro? 
E a cosa servono i colleghi, se non per smaltire un vassoio di macaron? E a cosa serve l'antistaminico se non per assaggiarli lo stesso? Sono un'incosciente, ma l'intolleranza non è l'allergia. 

Grazie Ilaria, grazie! Temevo (e prevedevo) di tirare fuori dal forno una leccarda con un blob di dubbio gusto e invece sono usciti questi bottoncini carini, col collarino degno del migliore petshop. Non ho idea di come debbano essere i macaron, perciò confido nelle critiche dei giudici. Intanto mi sento di dire che i colleghi francesi erano ammirati ("La texture è perfetta". Ed ecco che tornano ad essere i cugini d'oltralpe e non quelli che ci hanno fottuto la Gioconda!) e che tutti hanno apprezzato le combinazioni, riuscendo a distinguere i sapori (ma che colleghi ho???).

Dal basso della mia ignoranza, ho individuato il primo errore: TPT troppo grossolano. Ho frullato e setacciato ma forse dovevo frullare ancora, perché la grana era troppo grossa e si vede :)

Sul colore vi chiedo uno sforzo di immaginazione: ho trovato solo coloranti in gel e il giallo e l'arancione che avevo in mente sono rimasti nella mia mente. E dire che ero entusiasta del look colorato (i talebani dei coloranti non abitano qui. Due grammi l'anno non uccidono nessuno o c'è forse qualcuno che si attacca al tubetto?).

Infine, almeno un'idea buona l'ho avuta: ho fatto una prima infornata di prova con pochi pezzi e capito che 180° per il mio forno erano troppi, ho proceduto poi a 150°.

Io riporto le dosi di Ilaria, io ne ho preparati 2/3, ricalcolando le proporzioni. Per poter fare due (schifosissimi) colori, ho pesato le ciotole dei vari passaggi e ho proceduto così:
- preparare il tpt e mischiare con l'albume --> Pesare e dividere in due ciotole
- preparare lo sciroppo, aggiungere all'albume, montare --> Pesare e dividere in due

Poi... è successo solo a me che dopo la cottura emettevano rumori sinistri e io temevo ci fosse qualche bestia rara in cucina? 

Basta chiacchiere! Riporto il procedimento così come lo ha scritto Ilaria (qui, pieno zeppo di informazioni utili e precise) e la ringrazio per aver fatto un post completissimo! I macaron sono fattibili: leggete il suo post e non avranno segreti! Io consiglio semplicemente di studiare bene le varie fasi (io mi ero preparata uno schema con tutti i singoli passaggi e me l'ero imparato a memoria!) per poter procedere senza incertezze.

Paradossalmente, ho fatto un casino con le farciture: invertito le dosi di panna e cioccolato nella ganache (che però ho recuperato facilmente) e fatto un erroraccio nell'orange curd, di cui mi sono resa conto solo oggi, scrivendo il post), a cui ho rimediato aggiungendo della gelatina.



Per i macaron

150g zucchero al velo
150g farina di mandorle
110g albumi vecchi (almeno 3 giorni) – divisi in due ciotole da 55g l’una

Per lo sciroppo
150g zucchero semolato
50ml di acqua


TPT
Tostate leggermente la farina di mandorle in forno a 150° per circa 10minuti. Lasciate raffreddare completamente.
Passate al mixer la farina insieme allo zucchero al velo per ottenere  una miscela aerea e impalpabile e passate successivamente al setaccio.  
Incorporate i primi 55g di albume crudo al TPT servendovi di una spatola in silicone. E’ necessario amalgamare bene in modo da ottenere una pasta morbida, omogenea e densa.
Se volete aggiungere del colorante, versatelo sugli albumi e mescolate. Poi uniteli al TPT.

MERINGA ITALIANA
Versate lo zucchero semolato e l’acqua in un tegame dal fondo spesso. Inserite un termometro e cuocete a fuoco medio.  Quando la temperatura arriva a 115° simultaneamente cominciate a montare i rimanenti 55g di albume ad alta velocità. Se, una volta che lo zucchero comincia a bollire, tendesse ad attaccarsi utilizzate un pennello bagnato in acqua fredda e passatelo sui lati (come per il caramello).
Quando il termometro raggiunge i 118° versate lo sciroppo a filo sulla meringa (non ancora completamente montata) avendo cura di farlo scivolare sul lato della ciotola. Continuate a montare per un altro minuto. Poi diminuite la velocità e montate ancora per circa 2-3 minuti o comunque fino a  quando il composto risulterà bello gonfio, lucido e bianchissimo. E la temperatura sarà scesa a 40°C. solo a questo punto la meringa potrà essere aggiunta alla pasta di mandorle.
Volendo aggiungere del colore può essere fatto in questa fase ricordandosi di usare solo coloranti idrosolubili che non smontano gli albumi.

MACARONAGE
Incorporate inizialmente una piccola quantità di meringa alla pasta di mandorle e mescolate in modo da rendere l’impasto più fluido. Aggiungete la restante meringa usando una spatola in silicone, mescolando dal centro verso i lati esterni e raccogliendo continuamente l’impasto. Quando il composto comincia a diventare lucido fate la prova del MACARONNER, ovvero l’impasto è pronto quando sollevando la spatola ricadrà sulla ciotola formando un “nastro pesante” che ricade con una certa difficoltà. 
 Prendete il sac-a-poche con bocchetta liscia da 8-10mm, versate una quantità di composto riempendola fino a metà circa. Spremete bene il composto fino alla fine della tasca, questa operazione è molto importante (in generale, non solo per i macaron) perché eviterà la formazione di bolle d’aria. Chiudete con due o tre giri la tasca e fermatela con una molletta. 



POCHAGE
Fissate con un pochino di impasto i 4 lati del foglio di carta da forno alla teglia. Tenendo la tasca verticale posizionatevi a circa 2cm sopra la teglia. Iniziate  a formare dei bottoncini di impasto seguendo lo stampo in silicone oppure il vostro template. Spingete la pasta torcendo ogni volta la tasca di un quarto di giro. Continuate sulle altre teglie fino all’esaurimento dell’impasto. Picchiettate delicatamente con la mano il fondo delle teglie in modo da uniformare i macaron ed eliminare eventuali bolle d’aria.


CROUTAGE
Lasciate riposare i gusci a temperatura ambiente, da almeno 30 minuti a 2-3 ore. Questa operazione è molto importante in quanto serve a creare una pellicola fine, secca e resistente sui gusci, e che diventa poi croccante in fase di cottura. L’umidità solleva il guscio senza screpolarlo e alla base si forma il collarino.
Poiché i tempi di croutage possono variare a seconda della temperatura esterna, per verificare che i gusci  siano pronti per essere infornati, sfiorate delicatamente la superficie di un guscio; la pasta non deve incollarsi al dito.


COTTURA
Infornate a 180° per i primi 2-3 minuti fino a che si forma il collarino e il macaron si solleva leggermente. Dopodiché abbassate la temperatura a 140-150° e cuocete per ulteriori 10-12 minuti.
Le temperature e i tempi di cottura sono assolutamente indicativi e dipendono dal proprio forno. Io, dopo una prima teglia di prova, ho preferito cuocerli a 150° per 12/14 minuti.




Una volta cotti, togliete la teglia dal forno e fate scivolare il foglio dei macaron su un ripiano fino al completo raffreddamento. E’ importante NON LASCIARE il foglio sulla teglia altrimenti continuerà la cottura.
Staccate i macaron lentamente dal foglio di carta forno  e con l’indice create un piccolo avvallamento che permetterà una farcitura più abbondante. Lasciate i gusci con la parte “piatta” rivolta verso l'alto.
I vostri macaron sono pronti per essere farciti. Oppure potete conservarli in frigorifero fino a 48hs o congelarli



Per i macaron con curd all’arancia e olio al rosmarino 
(preso da qui, ma non gli ho reso onore :D Scusami Ale! )


2 arance piccole, succo e scorza
2 tuorli e 1 uovo intero
100 g di zucchero
50 ml di olio extra vergine d’oliva delicato
1 cucchiaio di aghi di rosmarino
1 foglio e mezzo di gelatina (per rimediare alla catastrofe)

Preparare l’olio al rosmarino: in una padella mettere olio e rosmarino e porre su fiamma bassissima per 8/10 minuti. Lasciar raffreddare e filtrare.

Versare l’olio al rosmarino e tutti gli altri ingredienti in una casseruola dal fondo spesso, mescolare bene e portare a ebollizione, su fiamma bassa. Far bollire 5 minuti. Visto che non si addensava neanche da freddo, ho idratato un foglio e mezzo di gelatina, riscaldato un po' della crema all'arancia e ci ho immerso la gelatina. Mescolare, unire ancora un po' di crema e poi aggiungere al resto della crema. Mescolare e far raffreddare.
Farcire i macarons ARANCIONI (non li vedete? Neanche io…)

Per la ganache al cioccolato bianco, zenzero e arancia (qui per scoprire come fare una ganache da manuale 


200 g di cioccolato bianco tagliato a pezzi piccoli
100 g di panna fresca al 32% di grassi
15 g di burro a pezzetti
3 cm di zenzero fresco
1 cucchiaino di buccia d’arancia essiccata in polvere

Scaldare appena la panna e lo zenzero e lasciar riposare mezz'ora. Sciogliere il cioccolato (a bagnomaria o a microonde) e unirvi la polvere di arancia. Mescolare. A parte, portare a ebollizione la panna con lo zenzero, filtrare e versarla, un terzo alla volta, sul cioccolato, mescolando ad ogni aggiunta. Far raffreddare leggermente, unire il burro e frullare velocemente col mixer ad immersione.
Farcire i macarons GIALLI.



 Con questo post partecipo all'MTC numero 62